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Interrogazione parlamentare sulle province

 

LA ASSEMBLEA PROVINCIALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Per iniziativa dell’On. Scandroglio, ed altri del PdL , il 28/10/2008, è stata presentata la proposta di legge costituzionale per la modifica del titolo V della parte seconda della Costituzione ove si prevede la soppressione delle Province.

Tale iniziativa parlamentare è stata assegnata (in data 17/11/2008) in sede referente alla I Commissione Affari Costituzionali, al fine di ottenere il parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

In data 5/12/2008 il capo gruppo dell’IDV alla Camera On. Massimo Donadi ha annunciato la presentazione in Parlamento di legge costituzionale per la soppressione delle Province.

L’On. Scandroglio di Forza Italia, primo firmatario della legge, ha pubblicato sul sito ligure di Forza Italia la seguente dichiarazione :

“ “ Nl 1970 le Province erano 94, oggi sono 110. Rispetto alle ridottissime competenze di cui sono titolari, la presenza delle province comporta spese assolutamente sproporzionate che si aggirano sui 16 miliardi di Euro. Le spese del personale sono passate da € 1,35 miliardi a 2,1 miliardi di € nel 2005 con un incremento del 34%. Un budget importante che potrebbe essere impiegato per la detassazione dei redditi più bassi e per la defiscalizzazione delle tredicesime in modo permanente.

La LEGA, tuttavia, non vuol sentir parlare di soppressione delle Province perché significherebbe rinunciare a quella fitta rete di piccoli poteri intessuta negli anni, indice visibile del suo radicamento in vasti territori del nord italia.

Nel PDL abbiamo raccolto un vasto consenso sulla proposta di legge e anche in molti settori dell’opposizione trovano la cosa non solo opportuna ma indispensabile. E difatti ,nel centro e a sinistra non mancano aperture possibiliste sull’abolizione delle province, da quelle più convinte dell’U.D.C. e dell’I.D.V., a quelle più ambigue del P.D.””

Nella legge presentata il 28/10/2008 assegnata alla I commissione Affari Costituzionali ad iniziativa di deputati del PDL, all’art.9 (norma transitorie) testualmente al comma 2 si legge :

“ “ Fatta salva la possibilità di disciplinare diversamente la materia con legge dello Stato, i beni di proprietà delle Province alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale sono trasferiti alle Regioni, che li trasferiscono ai Comuni in relazione e in proporzione alle funzioni ad essi delegate ai sensi del comma 1””.

Al comma 3 testualmente si legge: “”Fatta salva la possibilità di disciplinare diversamente la materia con legge dello Stato, i contratti di lavoro esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale tra le province ed i rispettivi dipendenti sono trasferiti alle regioni, che li cedono ai Comuni in relazione e in proporzione alle funzioni ad essi delegate ai sensi del comma 1””.

La volontà che emerge dall’iniziativa dei deputati del PDL, condivisa anche da parte della minoranza parlamentare, è quella di sopprimere le province utilizzando , è vero, una certa demagogia, che può far presa in un momento di crisi economica congiunturale ove è facile cercare rimedi attraverso argomenti facili da cavalcare .

C’è anche però da riflettere sul fatto che, in questo difficile momento, per la maggioranza dei cittadini italiani appare non interessante discutere l’ utilità delle Province, al contrario sembrerebbe più facile comprendere che si agisce sui costi della politica individuando un ente (l’unico?) che viene identificato come inutile e costoso.

Nella Provincia di Ascoli Piceno, oltretutto, la istituzione di una nuova provincia per un pezzo consistente del suo territorio ( nuova provincia di Fermo L.147/2004, da attuarsi con la divisione dei beni e del personale entro la tornata elettorale del 2009), questa nuova presa di posizione della maggioranza che governa questo paese, e che aveva approvato quella legge, appare ancor più sconcertante proprio perché , appunto, fu questo stesso governo ,nel 2004, con tamburi e squilli di trombe, ad annunciare la costituzione di n.3 nuove province (Monza Brianza; Fermo e Barletta Andria Trani), con provvedimenti legislativi lacunosi, di difficile applicazione, e senza copertura finanziaria..

Le difficoltà , del resto, furono avvertite già alla pubblicazione delle leggi istitutive, le quali, per ragioni ovviamente economiche, rimandarono l’effettiva attuazione dei nuovi enti ai cinque anni successivi dopo la pubblicazione dei testi normativi.

Addirittura , quest’anno, è stato emanato un decreto che ha spostato al 30/6/2009 la costituzione degli Uffici decentrati dello Stato nei nuovi territori provinciali.

Ora, con questa legge, appare ancora di più priva di senso logico una divisione senza copertura finanziaria che rischia di essere vanificata in poco tempo, avendo prodotto nel frattempo irreparabili danni per le finanze della nuova provincia di Ascoli Piceno.

Appare quindi doveroso per noi, per i cittadini che rappresentiamo, per quanto contenuto nell’art.9 (norme transitorie) della proposta di legge costituzionale n.1836,

chiedere agli assessori del PD della Provincia di Ascoli Piceno di non adottare la delibera definitiva (della Giunta Provinciale) per la divisione dei beni patrimoniali e del personale fino a quando non si sia acquisita l’espressa volontà del Governo Nazionale,

e per questo domandare al nostro parlamentare, l’on. Luciano Agostini, di presentare una apposita interpellanza/interrogazione sulla attualità o meno della divisione dei due territori, nella consapevolezza che gli atti che si stanno per compiere , senza copertura finanziaria, con costi e decisioni irrevocabili, potrebbero poi essere resi vani da un iter parlamentare che potrebbe concludersi entro tempi ragionevoli.

La Assemblea Provinciale di Ascoli Piceno , 12.12.2008

Pubblicato il 13/12/2008 alle 18.0 nella rubrica diario.

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